Caffè: come prepararlo a freddo!

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IL CAFFÈ FREDDO CON METODO COLD BREW. ECCO COME SI FA E COME SI BEVE.

Nelle calde giornate estive si cerca di limitare il consumo di bevande calde, preferendo cocktail dissetanti e freschi. Ecco quindi che anche il classico caffè si può trasformare in un prodotto fresco contro la calura.

La ricette del caffè freddo sono diverse, cambiano in base ai luoghi e alle regioni d’Italia.

La tradizione casalinga leccese che prevede l’aggiunta di ghiaccio e latte di mandorla al classico espresso, mentre in altre regioni la ricette prevede  il classico caffè preparato con la moka in casa e lasciato freddare in frigo.

In alcuni casi può essere tritato con del ghiaccio nel frullatore, chi lo shakera e lo gusta con del Baileys, Baileys chocolat, Kahlùa, Borghetti, panna montata e aromi (vaniglia. per esempio).

L’espresso classico però (così come il caffè in moka) è fatto per essere bevuto nell’immediato, gustato caldo: cosa accade al prodotto una volta refrigerato, si può conservare a lungo?

Esistono dei particolari sistemi che permettono di preparare il caffè a freddo, ecco quali.

Oggi parliamo di un metodo poco conosciuto per la preparazione del caffè a freddo, il sistema cold brew (cold drip).

Il cold brew è un sistema di estrazione a freddo con tempi molto lunghi (almeno 7/8 ore).

Lo strumento utilizzato è particolare, si chiama Toddy e si compone di tre parti: una superiore in vetro (al suo interno si mette l’acqua fredda), un contenitore centrale (con il caffè macinato) e un contenitore in vetro inferiore per raccogliere il prodotto finale.

Il caffè viene attraversato dall’acqua una goccia alla volta, per una percolazione di circa 8 gocce ogni 10 secondi. Le gocce passano attraverso la polvere del caffè, ne catturano le caratteristiche, e ne fuoriescono scure e ricche di profumi e aromi.

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Oltre a essere un’ottima alternativa per la stagione estiva, il vantaggio di questa bevanda è la sua durata se correttamente conservato, che consente di prepararne anche grandi quantità; un caffè estratto con metodo cold brew si conserva infatti fino a 2/3 giorni in frigorifero.

Il sistema cold brew è più nello specifico un processo di macerazione del caffè con acqua fredda, lasciata in infusione una notte e poi filtrata. Il metodo di estrazione con il Toddy, più specifico, è quindi più correttamente chiamato cold drip (che significa appunto gocciolare/gocciolamento).

Se vi state chiedendo quanto costa un Toddy, non spaventatevi, siamo tra i 40 e i 50 euro per i modelli commerciali, che potete trovare molto facilmente online.

Per il cold brew si preferiscono solitamente miscele di caffè aromatici, fruttati e floreali.  Per un litro d’acqua devono essere utilizzati circa 50 g di miscela. 

Alcune ricette prevedono l’aggiunta di ghiaccio per l’estrazione, ma è bene ricordare che  il caffè estratto a temperature troppe basse diventa molto amaro.

La preparazione di questo tipo di caffè richiede tempo, e vista la specificità del prodotto e le sue caratteristiche (può essere conservato pochi giorni) la diffusione nei bar in Italia è molto limitata. Se siete cultori del caffè non potete non provarlo, magari preparandolo voi stessi a casa. Se invece siete professionisti, l’idea potrebbe essere quella di organizzare una degustazione, un evento particolare e proporre questa tipologia di prodotto, illustrando al cliente questa particolare preparazione!

 

Come è nato questo metodo?

Il Toddy deve il suo nome all’ americano Todd Simpson, proprietario di un vivaio con laurea in ingegneria chimica, che fu il primo a studiare il metodo cold brew e a definirne la metodologia nel dettaglio.

Durante un viaggio in Guatemala agli inizi degli anni ’60 Todd assaggia il suo primo caffè filtro, che decide di riprodurre una volta tornato a casa. La moglie era intollerante all’acidità del caffè e Todd, vista la sua preparazione in chimica, decise di trovare una soluzione. Dopo diversi esperimenti, si rese conto che l’acidità della bevanda diminuiva all’abbassarsi della temperatura dell’acqua.

 

 FONTE: GAMBEROROSSO

Caffè nei cocktail

Un modo originale per gustare il caffè estratto a freddo è come base per un cocktail, ma che distillato usare? Tenendo conto che l’estrazione a freddo abbassa l’acidità e l’amarezza del caffè possiamo abbinare dei distillati aromatici e acidi (gin, vodka, Cointreau).

Consiglio dei gin come Bulldog o Hendrick’s.

 

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