Fiori e cocktail: il nasturzio

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Oggi vi voglio parlare della pianta di Nasturzio, che personalmente utilizzo da più di un anno e della quale mi sono innamorato. I motivi di questa mia passione sono tre: in primis perché si tratta di  una pianta il cui fiore è totalmente edibile, dal sapore molto caratteristico (sentore di rapanello, con una nota piccante finale). Inoltre è visivamente bello, ricorda dei fiori tropicali, ha delle proprietà antibatteriche ed è ricco di vitamina C.

Personalmente per i miei cocktail utilizzo esclusivamente guarnizioni edibili, quindi ogni fiore, frutto o elemento che completa ogni drink può essere mangiato (per questo deve avere un sapore gradevole). Ecco perché soprattutto nel periodo estivo mi sono concentrato nella ricerca di fiori edibili, facili da reperire e che siano gradevoli al palato, in grado di stupire i miei clienti.  Oltre alle classiche violette, rosa, lavanda ed isoppo ho quindi iniziato ad utilizzare il fiore del Nasturzio.

Il Tropaeolum majus, questo è il nome tecnico è una pianta originaria del Perù, arrivata in Europa verso il 600 perché veniva utilizzata contro la carenza di vitamina C (scorbuto). I suoi fiori contengono 130mg di vitamina C,45mg di luteina (un carotenoide antiossidante) per 100 grammi di fiori. Ultimamente la pianta è stata studiata anche per le sue proprieta antibatteriche.

I fiori che variano da un colore crema, giallo, arancione e rosso acceso si possono utilizzare sia come guarnizione per i nostri cocktail che come elemento di curiosità da presentare ai vostri ospiti (spesso quando decoro un cocktail con il Nasturzio sfido il cliente ad assaggiarlo suggerendogli che ha il gusto di rapanello).

Non solo il fiore ma tutte le parti della pianta sono commestibili. Le foglie hanno la caratteristica di essere idrorepellenti, ciò significa che l’acqua che entra in contatto con queste piante forma dei goccioloni che scivolano sulla foglia fino a cadere: si tratta del cosiddetto effetto loto che è molto scenografico, caratteristica che si puo sfruttare anche per la presentazione dei cocktail.  Le foglie hanno un retrogusto piccante, i frutti invece sono simili al cappero.

La coltivazione di questa pianta è molto semplice, e grazie a due momenti per la fioritura (in primavera estate e verso fine estate) anche da una piccola pianta si possono ottenere un buon numero di fiori.

Se volete qualche consiglio in più, ecco una scheda tecnica:
LUCE: Predilige esposizioni soleggiate, va bene anche in semi-ombra, anche se líombra causa scarse fioriture.

ACQUA: Si consiglia di mantenere il terreno sempre leggermente umido, tenete presente che sono piante che non amano il ristagno idrico pertanto abbiate cura che il terreno sia ben drenato. In estate, specie nelle giornate più calde, aumentare le annaffiature.

TEMPERATURA: L’ideale sarebbe una temperatura mite, il clima invernale troppo rigido potrebbe far morire la pianta. Vivono bene anche nei posti con estati molto calde e secche.

TERRICCIO: Come substrato utilizzare un terreno permeabile.

CONCIME: Intervenire ogni 15-20 giorni con un fertilizzante per piante fiorite diluito allíacqua di annaffiatura.

PROPAGAZIONE: Dopo la fioritura i nasturzi formano gruppi di tre semi, che quando sono ben gonfi e verdi si possono raccogliere, lasciati asciugare in una busta di carta. Diminuiranno molto il loro volume e probabilmente perderanno la loro cuticola sugherosa. In tale stato si possono conservare e seminare la primavera successiva.

Se invece comprate delle bustine di semi pronti, la cuticola sugherosa non sarà staccata. La semina dei nasturzi è veramente semplice avviene tra marzo e maggio. Se li volete piantare in vasetto, mettetene uno o due per vaso da 10 cm di diametro, al sole. Inoltre il nasturzio si riproduce molto facilmente da talea ed ancora più facilmente per propaggine (spesso troverete delle radici aeree sui rami più prossimi al terreno).

CONSIGLI: I nasturzi sono piante di facile coltivazione, tutte per lo più coltivate come annuali, anche le specie perenni.

Si consiglia di posizionare la pianta in zone riparate da correnti díaria ed eccessivi sbalzi di temperatura.

Coltivando autonomamente  il Nasturzio i costi la guarnizione avrà sul cocktail finito saranno minimi.

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